Giuseppe IrrancaFotografo ritrattista, Alghero
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Legami, gli incontri che restano

Molti incontri cominciano con una macchina fotografica e continuano per anni.

Una sessione mette di fronte due persone, a volte sconosciute, e la stessa verità. Da lì nascono amicizie, confidenze, presenze che restano nella mia vita.

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Quando ho cominciato a fotografare cercavo immagini. Con gli anni ho scoperto che la fotografia mi portava le persone, e ogni ritratto è nato da un incontro.

Un set, per me, comincia da una conversazione. Chiacchieriamo, ridiamo, ci raccontiamo cose piccole e cose grandi, perché chi sta davanti all'obiettivo deve sentirsi a casa. Ridere scioglie, e scioglie anche ciò che ognuno indossa per proteggersi. A quel punto la maschera cade da sola, e davanti a me c'è la persona vera, con la sua luce e la sua nota nascosta. La ascolto, e per un istante sfioro la sua anima.

Sono persone di età, storie e mondi lontani dal mio, che senza la fotografia non avrei mai incontrato. Alcune sono rimaste amiche, altre confidenti, altre un ricordo luminoso a cui torno con gratitudine. Sono legami sani, fatti di rispetto, di affetto e di quella tenerezza che resta dopo un momento di verità condiviso. Chi si è lasciato ritrarre racconta spesso che l'incontro lo ha lasciato più leggero, più visto, più sé stesso.

Le fotografie sono la traccia visibile. Il resto sta nell'anima che si è mostrata e nella fiducia che è stata donata. Siamo fatti per essere visti, e per vedere.

Se desideri vivere un incontro così, scrivimi.

Ritratto in bianco e nero di una donna in camicia bianca sui bastioni di Alghero, lo sguardo verso il mare

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