Giuseppe IrrancaFotografo ritrattista, Alghero
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Ciò in cui credo

Sotto ogni mia fotografia c'è un modo di guardare il mondo. Non una tecnica... una convinzione. Questo è ciò in cui credo.

Ritratto in bianco e nero di una donna in camicia bianca sui bastioni di Alghero, lo sguardo verso il mare

Credo che la luce sia viva. Non uno strumento, ma una presenza con cui collaboro: ha umori, generosità, reticenze. Entra in una stanza come entra qualcuno, e per un istante accetta di posarsi su un volto e di renderlo visibile. Il mio lavoro non è dominarla, è ascoltarla, e farmi trovare nel punto esatto in cui sceglie di rivelare qualcosa.

Credo che un ritratto non sia una copia. Quando fotografo una persona non duplico un volto, offro a un istante della sua anima un luogo dove continuare a esistere. L'immagine diventa una dimora: lì dentro, qualcosa che sarebbe svanito resta, e respira ancora, anche quando quel momento è finito da anni.

Credo che si possa fotografare solo ciò che si ama. Non si tratta di sentimento privato, ma di uno sguardo che accoglie invece di giudicare. Quando guardo una persona attraverso l'obiettivo, per un attimo la amo come si ama ciò che è fragile e irripetibile, e lei lo sente, e si lascia vedere. Senza quell'amore resterebbe solo una bella immagine vuota. È l'amore a far affiorare l'anima sulla superficie del volto.

Credo che ci sia qualcosa di sacro nel reale. Non nei volti idealizzati, ma in quelli veri, con le loro pieghe, le cose che una persona crede di dover nascondere e che invece sono la parte più viva di lei. La bellezza abita proprio nell'imperfetto, perché solo ciò che è imperfetto è vivo. Il mio compito non è correggere la realtà... è inchinarmi davanti a essa.

Credo, infine, che fotografare sia un piccolo gesto d'amore contro il tempo. Tutto scorre, tutto si dissolve, i volti cambiano, gli istanti non tornano. Un'immagine ferma un soffio e lo strappa alla dissoluzione: è dire a qualcuno che è esistito, che è stato visto, che meritava di restare.

Non faccio fotografie per mostrare come appare il mondo. Le faccio per ricordare, a me e a chi guarda, che dietro ogni volto c'è un'anima... e che amarla, anche solo per l'istante di uno scatto, è la cosa più vera che io sappia fare.

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